L’acrobata

C’è un mare in silenzio quassù e rete non ho
Ma cresce il tamburo nel blu e mi lancerò
E fermano il fiato per me ma li stupirò
Nel cerchio che poi nel vuoto farò.
La case la gente le vie lontane laggiù
Gli errori degli uomini qui non contano più
La soglia del male che è in noi io supererò
E fino in platea ti raggiungerò.

Amore che devo inventare
Io come i bambini e gli acrobati a terra un mio senno non ho
Ma il cuore mi spinge a rischiare
E su questo trapezio che passa ogni sera e non torna mai più
E che tenerezza afferrarti le mani, portarti nel blu
E non scendere più
(L’Acrobata)

Incidenti di percorso

Cosa succede se ti commissionano una foto con un cavallo e una persona, tu organizzi il tutto, trovi una modella completamente fuori di testa disposta a posare in abito da sposa seminuda in mezzo alla sporcizia di un “luogo da cavallo” a -5, e la mattina stessa ti dice “no, fa troppo freddo”?

Ripieghi.

Cioè, ormai l’impegno l’hai preso ed è l’unico giorno in cui puoi fare questa foto (posto che non troveresti nessun altra ragazza bellissima che posa per te la domenica mattina). E come se non bastasse, arrivo e c’è la nebbia di Satana. La mia idea era completamente diversa, volevo un vestito svolazzante, il controluce…

Ma alla fine con una modella splendida come Federica ed il suo cavallo Antares (e una talentuosa fotografa come me hahahahaha), il risultato non poteva di certo deludere. :D

Ritratti…pelosi!

Lo ammetto, io sono una schiava del digitale. Avrei voluto che il mio primo post comprendesse degli zoccoli, invece ieri, rovistando nell’archivio, ho scoperto queste foto…

Ero in Portogallo, mentre nell’arena un Maestro (Luis Valença) faceva qualche dimostrazione con i suoi cavalli, fuori dal maneggio coperto c’era questo puledro legato con una corda dall’espressione curiosa e decisamente…una peste! Irresistibile!

ritratto_cavallo

Ritratto_cavallo2

Ritratto_cavallo3

Sviluppare Ilford Delta 400: la ricetta garantita!

Condivido con voi la ricetta che ho eseguito per sviluppare i miei primi rullini.
Ricetta costruita grazie alla buona volontà di Gianmaria nel condividere la sua esperienza prima e nell’assistermi online a notte fonda per i primi sviluppi.

Chiaramente ho ancora tutto da imparare, tuttavia sono soddisfatto dei primissimi risultati:

black and white
uno, dos tres

Procediamo con ordine, prendete quanto segue come sorta di “bignami” dello sviluppo Delta 400. Sarò breve e circonciso (cit). Metto gli asterischi per rendere il workflow più agile possibile.

  1. Sviluppo: liquido Ilfosol3 diluito a 1+4 per 7 minuti * a 20°C con rovesciamenti continui i primi 30 secondi. Schiaffo al tank. Riposo. Poi allo scoccare di ogni minuto 10 secondi di rovesciamenti.**
  2. Stop: liquido Ilfostop a 1+19 per 10 rovesciamenti e vuotare la tank.***
  3. Fissaggio: liquido Ilford Rapid Fixer 1+4 per 5 minuti con rovesciamenti continui i primi 30 secondi. Schiaffo al tank. Riposo. Poi allo scoccare di ogni minuto 10 secondi di rovesciamenti.**
  4. Lavaggio 1: Finito il fissaggio aprire il tank completamente, tenere 10 minuti le bobine sotto l’acqua.****
  5. Lavaggio 2: con liquido Ilford Washaid a 1+4. Svuotare il tank, Rimettere il tappo interno del tank, mettere il Washaid, 10 rovesciamenti tank.
  6. Asciugatura: Rimuovere delicatamente le serpentine, aprirle con cautela, appenderle a una molletta. Pulire la pellicola con lo straccio per gli occhiali imbevuto d’acqua e poi strizzato.*****

E ora via con le Grandi Astuzie (o sgami):

  • * Tempo di sviluppo 7 minuti invece che i 9 consigliati dal cartoncino. Come ho detto sono alle prime armi, mi sono fidato di Gianmaria che è avanti. I risultati mi soddisfano. Cercherò di approfondire il discorso per capire meglio i misteri e le grandi astuzie dello sviluppo casalingo.
    Iniziare a calcolare i tempi a partire dalla prima goccia versata nel tank, riempirlo e svuotarlo il più fretta possibile. (grazie Vincenzo aka VinMac del forum Nital per la precisazione).
  • ** Il ritmo dei rovesciamenti è una delle chiavi di volta dello sviluppo, il ritmo… o meglio, le PAUSE tra una fase e l’altra dei rovesciamenti incidono sull’Acutanza del negativo.
    Aumenta all’aumentare del tempo tra due agitazione successive. (grazie Bergat del forum Nital per la dritta!)
    I primi rulli sono stato ligio con tempi e rovesciamenti, il secondo sviluppo l’ho fatto un po’ a culo. E infatti i risultati non sono altrettanto solidi come i primi 2 rulli.
    A ogni ciclo di rovesciamenti, ruotare il tank di 45 gradi per far si di non privilegiare un lato rispetto all’altro.
  • *** La fase di Stop è fondamentale per rispettare i sacri tempi di sviluppo, che a quanto ho capito influiscono nel contrasto del negativo. Dopo lo sviluppo vuotare il tank in tutta fretta (SENZA APRIRE IL LIGHT SEAL) e versare ratto lo sviluppo.
  • **** Il lavaggio non è una fase da sottovalutare, migliore è il lavaggio e migliore sarà la tenuta del negativo nei lustri a seguire. Non lesinate acqua corrente nella fase di lavaggio… e mi raccomando aprite il tank!
    Il lavaggio serve sostanzialmente per eliminare non solo i residui di sviluppo, ma anche parti dell’emulsione che non si sono sviluppate bene. Non a caso il negativo è praticamente nero prima del lavaggio… per poi schiarirsi man mano che si pulisce. Il Washaid assicura che non ci siano macchie di calcare.
  • ***** Mi raccomando fissare bene il negativo con mollette robuste e passate con lo straccio rayban o con le pinze su TUTTO il negativo, negli ultimi sono stato un po’ pigro verso la coda e in fase di scan ci son piccolissimi aloni di calcare… fanno figo ma fino a un certo punto. Io fisso con lo scotch due belle mollettone all’asse del telo della doccia. Funziona.
    Non abbiate fretta a scansionare il negativo, temporeggiate, lo so che è dura, ma bisogna stare ligi. Controllate parti extra della pellicola, se sono appiciccaticce vuol dire che dovete pazientare ancora un po’.

Finish, una volta BEN ASCIUTTO, stacco pezzi di negativo manco fossero salame e me li passo allo scanner in grande giubilo. Il negativo lo conservo in speciali fogli di carta sagomati per conservare i negativi e per essere inseriti in un album. E’ tutto molto bello.

Astuzia finale, o meglio, iniziale. Ho deciso di preparare gli agenti ad hoc ad ogni sviluppo. Il mio tank è da 650ml (per due negativi in coppia), quindi mi regolo di conseguenza. Ho usato acqua del rubinetto, preparata in bottiglioni che stanno a temperatura ambiente nel mio cesso (dove poi sviluppo), cesso in marmo che è facile da portare a temperatura 20 gradi. In pratica devo solo stare attento all’inizio con la temperatura della soluzione di sviluppo e poi prestare attenzione che l’escursione termica con gli altri acidi sia intorno a i 3 gradi centigradi.

Se avete critiche o suggerimenti siete i benvenuti :)

Giulia e Giada: un paio di scatti urbani

Un paio di scatti fatti con Giulia e Giada, due mie amiche bergamasche che studiano a Milano.. Un set improvvisato, senza troppi fronzoli.. Un pannello riflettente e luce naturale.. Era da tempo che non tiravo fuori dal cassetto la mia Hasselblad e questa è stata l’occasione giusta per riassaporare il formato quadrato! :)

Ready to go

Urban angel

Buona serata!! ;)

Il BN “scurreggiato”© della RICOH GRD

Mi ero riproposto di non parlare in queste pagine di macchine fotografiche. Trovo l’argomento troppe volte stucchevole e basato su tabelle e confronti mortali quanto inutili.

Tuttavia vorrei condividere con voi la mia (felice) esperienza con una enfant terrible della variopinta galassia di strumenti catturaimmagini mangiasoldi.

La RICOH GRD.

Discendente più o meno diretta della stoica RICOH GR1, la GRD è la prima nipote dell’era digitale. Fu un fallimento commerciale.

Perchè? copio e incollo da wikipedia:

Criticisms

Noise: its small CCD leads to increased noise
Slow processing rate: (up to 12s (8s with updated firmware) seconds between RAW shots)
Price
No built-in optical viewfinder: (an external optical viewfinder is sold as an accessory)

Come se non bastasse, la GRD non ha nessun filtro di nessun genere, ne sul sensore ne software. risultato? colori random con distribuzione “a presepe” (tipo i denti delle ragazze di tokyo per intenderci) e grana a pallettoni.
TUTTAVIA, questa macchina è diventata una sorta di oggetto di culto e protagonista di una nicchia originaria di GRD-isti. Come mai?

Il bianco e nero.
Questa macchinetta microscopica, col suo sensore 1/1.8″ CCD (8.1 Megapixels) rumoroso, fa dei bianco e nero che… manco la d700!
Vi propongo gli scatti più recenti che ho tirato fuori dalla GRD:

iso 64 (NATIVE!)
los dos músicos (the two musicians)

iso 800 (già inizia a produrre il bn scurreggiato)
escalera

Ed ecco infine le iso 1600, ovvero quello che ho battezzato il “bianco e nero scurreggiato”
fiesta de la paloma - tiro al blanco

Tutte le mie foto sono state ottenute a partire dal jpg della macchina (che è già buono di suo), gli ho dato una mera bottarella alle curve.
E’ una macchinetta che oggi si trova a prezzi irrisori, ovviamente da usare solo BN alzando le iso senza pudore della grana. Avrete notato che la grana che tira fuori è strepitosamente piacevole per chi ama la foto a pellicola di un certo tipo. Insomma le immagini sono SCHIETTE e prive di molte inibizioni che invece ha la fotografia digitale bacchettona “al pixel”. La lente è un 28mm molto luminoso (f2.4) con una distorsione soprendentemente bassa (rilevabile solo col righello) ma che imho da un senso di accoglienza all’immagine finale.

La velocità operativa è effettivamente modesta e del tutto dovuta a tre fattori:
1) elettronica lenta già dal jpg, in raw tarda tanto che sento i peli dello scroto crescere tra le mutande;
2) lente estraibile (dai che si scatta… ZZZRRZRZRZZZRRZRZZR (rumore dell’ottica che esce, si perdono circa 2 secondi per avere la macchina pronta!));
3) AF bradipesco se usato male, tuttavia dispone di una modalità SNAP che azzera i tempi di messa a fuoco per gli scatti street.

Il tutto è comunque mitigato da una ergonomia di prim’ordine, con tanto di doppia ghiera per tempi e diaframmi e menu molto intuitivi con tanto di ghiera rapida per i settaggi principali (area af, area esposizione bla bla bla). Il tasto di scatto non è ai livelli di una Leica o di una FM2 chiaramente, quanto meno non è altrettanto affidabile. Con grd non ti senti un cecchino figliodiputtana e essere super reattivi non è sempre facile.

RICOH GRD è una macchina per me “future proof”, infatti è appena uscita la GRD4 come arcinipote della mia e non sento l’esigenza di un upgrade. Nelle varie re-incarnazioni, alla ricoh hanno migliorato la tenuta agli alti iso mantenendo una resa che è ormai marchio di fabbrica di questa famiglia di macchinette.

Sono molto grato alla mia GRD, mi ha insegnato il piacere di avere una macchina fotografica in grado di accompagnarti sempre e compiacerti con una qualità per certi versi senza eguali. E’ facile per i niubbi totali cedere alla tentazione della reflex al primo acquisto, io invece consiglio un giretto prima con una di queste macchinette carismatiche, macchine con sentimento e una espressività inimitabile.

Insomma, se avete tempo per curiosare andate su flickr a vedere il gruppo Best of GRD, ho avuto l’onore di avere qualche scatto pubblicato.

Alla prossima!

Back to street

In questo periodo sto usando parecchio la Leica M6 e mi sto tornando alla fotografia street. Sono molto critico nei miei confronti e spesso butto interi rullini senza nemmeno salvare una foto. Voglio migliorare, voglio crescere e dare un senso alle mie foto. Questa che vi mostro è una delle poche immagini che sono sopravvissute alla mia violenta cernita. L’ho scattata con il 35mm 1.4 a ƒ/5.6 con fuoco sull’iperfocale senza nemmeno guardare nel mirino. Mi son voluto concentrare più sulla scena che sull’esposizione e la composizione. Non so se ho fatto la cosa giusta, ma il risultato mi è piaciuto. Eccolo…

Vecchia guardia

E voi, che ne pensate? :)

Cosa fare in un pomeriggio piovoso?

Qui a Milano oggi piove.. quale modo migliore di passare il tempo se non quello di chiudersi al calduccio in casa e organizzare un piccolo still life?? :)
Bene, prendo la Mamiya, metto il dorso digitale, piazzo la FM2 con il 50 sotto la lampada del comodino et voilà! Il gioco è fatto!
Dopodichè butto in Lightroom e provo a convertire con Silver Efex 2.. questo plug-in è davvero favoloso! Me l’ha fatto conoscere Fabio e devo riconoscere che è davvero ben fatto! Scaricate anche voi la versione prova.. è libera per 15 giorni! ;)

Morale della favola ne è uscito questo.. e mi son passato un’oretta del pomeriggio!

My love

Bianco e nero digitale: ecco i trucchi del mestiere!

Viste le molte richieste che mi sono arrivate, in questo tutorial vedrò di insegnarvi qualche trucchetto su come ottenere delle foto in Bianco e Nero corpose e pepate!

Ovviamente il tutto và fatto in fase di post-produzione in quanto i sensori delle fotocamere digitali non sono in grado di acquisire immagini in BN. E questo per noi è un vantaggio perchè potremo regolare selettivamente sui vari colori le varie luminosità.

Ma bando alle ciance, vediamo come!

Abbiamo detto di voler ottenere foto in Bianco e Nero, giusto? Bene, la prima cosa che dobbiamo fare è tenere sotto controllo l’istogramma. Dobbiamo accertarci che tocchi sia la parte destra, sia la parte sinistra. Questo è importantissimo al fine di avere la più ampia gamma tonale nella foto, con una scala di grigi che spazia completamente tutti i toni dal Bianco al Nero appunto (Ansel Adams docet). Vediamo un esempio sotto.

Immagine originale:

Immagine originale a colori

Ora proviamo a convertire l’immagine in BN, semplicemente togliendo la saturazione, il risultato è questo:

Immagine desaturata

Che ad un occhio inesperto potrebbe anche piacere, ma aspettate e vedrete!

Questo è il relativo istogramma:

Istogramma originale

Guardando l’istogramma si nota come la parte destra sia molto schiacciata (assenza di luci) e il punto del nero non raggiunga il limite della curva. Questo si traduce in un’immagine piatta e “grigia”.

Regoliamo i livelli in modo da portare il punto del bianco e del nero verso il centro, e spostiamo il cursore dei toni medi a sinistra come mostrato sotto.

Istogramma modificato

Il risultato di questa operazione è:

Immagine con correzione livelli

Direi che è decisamente meglio e per chi non mastica troppo di Photoshop potrebbe già bastare. Ma io non sono ancora contento. Voglio ottenere di meglio!

Di seguito vi riporto una serie di metodi che permettono di avere un bianco e nero più corposo. Ogni immagine ha una storia a sè, ed è quindi bene procedere ogni volta in modo consapevole.

  • Mappa sfumatura: Il primo metodo che vediamo è l’aggiunta di un livello di regolazione “Mappa sfumatura”.
    Vi basterà semplicemente selezionarlo dalla palette dei livelli e vedrete già dei miglioramenti notevoli rispetto alla banale desaturazione. Accertatevi solo di avere come colore di primo piano il nero e come colore di sfondo il bianco.
  • Miscelatore canale: Selezioniamo dalla palette il livello “Miscelazione canale” e mettiamo la spunta su “monocromatico”, ora possiamo regolare a piacere la luminosità dei tre canali RGB per ottenere l’effetto che preferiamo. Questo metodo è particolarmente utile nel caso dei paesaggi dove possiamo regolare la luminosità del cielo e del paesaggio in base al colore. Inoltre mette a disposizione una serie di “preset” che permettono di simulare l’uso di filtri.
  • Curve di viraggio: Questo è il metodo che preferisco, ma è anche il più complesso. Partiamo col creare un livello di regolazione curve e sopra di questo applichiamo un livello di regolazione “Bianco e nero”. Fatto questo, lasciamo tutto di default nel livello “Bianco e nero” e agiamo sulle curve. Se saremo abili, potremo usufruire del vantaggio della regolazione indipendente sui tre canali RGB e in più potremo regolarne il contrasto.
  • Il metodo dei calcoli: Questo metodo è un metodo per pochi eletti e personalmente non mi sento di consigliarlo, in quanto non produce dei risultati così elevati nonostante la difficoltà richiesta. Ve ne parlo per vostra conoscenza. Dal menu “immagine” selezioniamo la voce “Calcoli”. A questo punto potremo fondere i canali di più livelli selezionando il metodo di fusione. Giocate un pò con le impostazioni, ma vi renderete conto da soli di come i metodi sopracitati siano molto più semplici ed efficaci.

Oltre a questi strumenti, che permettno interventi globali sull’immagine, esistono degli strumenti che permettono degli interventi localizzati. Vediamone un paio:

  • Scherma e brucia:Questi due strumenti sono fondamentali nella creazione di immagini in Bianco e Nero. Servono a schiarire e scurire selettivamente i toni presenti nell’immagine. Usiamo i seguenti parametri:Scherma, intervallo luci, esposizione 5%;
    Brucia, intervallo ombre, esposizione 5%;E passiamo alternativamente il pennello in modalità “scherma” sulle luci e “brucia” sulle ombre. Questo aumenterà il contrasto solo nella zona di interesse.
  • Maschere di livello: Sono lo strumento più efficace delle ultime versioni di Photoshop(vi consiglio di cercare uno dei molti tutorial presenti in rete per capire di cosa sto parlando). Queste permettono di parzializzare i vari livelli di regolazione a singole parti dell’immagine. Così facendo avremo la piena padronanza della conversione e i nostri risultati non tarderanno ad arrivare!

Ecco come avrei convertito l’immagine di prima, usando insieme i metodi appena descritti..

Risultato finale

I forum e lo sviluppo di uno stile personale.. binomio possibile?

Fà parte della normale crescita fotografica di tutti… prima o poi tutti ci siamo passati.. è fisiologico.. non potete rinnegarlo e non potete evitarlo.. il FORUM di fotografia! Non importa quale.. ce ne sono molti e tutti uguali..

All’inizio sono stimolanti.. si impara, ci si confronta, ci si scambia pareri e opinioni.. insomma, non si può che dire un gran bene sugli effetti didattici del forum..! Però non è sempre tutto rose e fiori..

Cerchiamo di ripercorrere insieme le varie tappe che sono tipiche della vita di un utente su un forum.. (le conosco perchè ci son passato anche io.. :) )

  1. L’iscrizione: di solito avviene dopo aver letto molto e osservato da spettatore.. si ha sempre la paura di non essere all’altezza.. dopodichè scatta il momento orgoglio e via che ci si lancia nella registrazione!
  2. I primi scatti: una tragedia! Foto che noi troviamo bellissime, distrutte da gente che nemmeno conosciamo e che nemmeno sà la fatica che abbiamo fatto per arrivare a questi risultati! Di solito segue un periodo che varia dalla frustrazione alla rivincita morale della serie “adesso vi faccio vedere io!”.. e questa è una cosa molto positiva.. la spinta al miglioramento..
  3. Nel frattempo: cominciamo a capire un pò di cose.. che con un 18-55 non possiamo fare granchè (o meglio è quello che ci dicono e noi cominciamo a crederlo..).. cominciamo a capire la regola dei terzi (da quel momento il 99,999% delle nostre foto la rispetterà..).. scopriamo l’esistenza degli obiettivi fissi!
  4. L’acquisto del 50mm 1.8: chi non l’ha comprato alzi la mano! I più opulenti saranno passati diretti al 50 1.4, ma poco cambia.. è in questo momento, dopo il primo scatto a 1.8, che si comincia a fotografare tutto il fotografabile solo perchè “lo sfuocato è bello”..
  5. Magia! I nostri scatti cominciano a essere commentati e tra i commenti ne troviamo anche qualcuno positivo, ma, fateci caso, solo riferito alla profondità di campo o allo sfuocato.. è il forumista incallito che, leggendo gli exif (si, nel frattempo conoscerete anche questi, che non sono una parola magica in stile Wingardium Leviosa alla Harry Potter.. ma son solo i dati di scatto), si accorge che avete cambiato il 18-55 e avendo anche lui il 50 1.8, non può che dirne gran cose!
  6. Volente o nolente a questo punto di foto ne avrete fatte un bel pò.. e insomma qualche foto decente l’avrete pur fatta.. magari con qualche nuovo fisso o con qualche effetto stile HDR..

E’ a questo punto che si arriva al giro di boa.. da utente giovincello spinto da tutti a migliorare si arriva a essere una figura che bene o male è conosciuta ai più.. a questo punto i commenti si divideranno in due:

  • Positivi, da parte di chi vi ammira per l’impegno e la voglia di condividere esperienze e scatti..
  • Negativi, da parte di chi prova per voi solo una grande invidia e commenta le vostre foto solo in maniera superficiale..

E’ a questo punto che in voi scatta un pò di sana presunzione e dite.. “No cazzo! Le mie foto son belle” (si spera abbiate raggiunto una bella dose di autocritica prima di dire ciò eh..).. e in molti casi avrete ragione.. solo che verrete messi in dubbio da gente che valuta solo gli exif e l’attrezzatura.. e voi per primi a questo punto metterete in dubbio voi stessi! E’ qui che scatta l’errore.. non dovete assolutamente mettere in dubbio voi stessi! A meno che non sia qualche fotografo di riconosciuta fama e bravura a muovervi qualche critica..

Ricordate che uno stile, in quanto tale, non può piacere a tutti.. e voi nel tempo svilupperete il vostro.. pretendere che piaccia a tutti è pura illusione.. significa rispettare tutte la varie regoline da forum.. ma in questo modo ci ritroveremo a scattare come mille altri utenti..

Abbiate il coraggio di far vedere i vostri lavori a tutti e siate fieri di essi.. non ascoltate gli invidiosi che tenteranno di mettervi i bastoni tra le ruote! Non riducetevi a uniformarvi alla massa di utenti che reputa la fotografia un insieme di regole.. sappiate andare oltre anche a costo di non piacere a tutti!

L’unica vera regola che vi invito a seguire è questa:

Quando scattate una foto e la riguardate, chiedetevi “Questa foto ha un senso? Racconta qualcosa? Ha un perchè?”

Se la vostra risposta è sì, siatene FIERI! ;)

A jump to forget