Mi ero riproposto di non parlare in queste pagine di macchine fotografiche. Trovo l’argomento troppe volte stucchevole e basato su tabelle e confronti mortali quanto inutili.
Tuttavia vorrei condividere con voi la mia (felice) esperienza con una enfant terrible della variopinta galassia di strumenti catturaimmagini mangiasoldi.
La RICOH GRD.
Discendente più o meno diretta della stoica RICOH GR1, la GRD è la prima nipote dell’era digitale. Fu un fallimento commerciale.
Perchè? copio e incollo da wikipedia:
Criticisms
Noise: its small CCD leads to increased noise
Slow processing rate: (up to 12s (8s with updated firmware) seconds between RAW shots)
Price
No built-in optical viewfinder: (an external optical viewfinder is sold as an accessory)
Come se non bastasse, la GRD non ha nessun filtro di nessun genere, ne sul sensore ne software. risultato? colori random con distribuzione “a presepe” (tipo i denti delle ragazze di tokyo per intenderci) e grana a pallettoni.
TUTTAVIA, questa macchina è diventata una sorta di oggetto di culto e protagonista di una nicchia originaria di GRD-isti. Come mai?
Il bianco e nero.
Questa macchinetta microscopica, col suo sensore 1/1.8″ CCD (8.1 Megapixels) rumoroso, fa dei bianco e nero che… manco la d700!
Vi propongo gli scatti più recenti che ho tirato fuori dalla GRD:
iso 64 (NATIVE!)

iso 800 (già inizia a produrre il bn scurreggiato)

Ed ecco infine le iso 1600, ovvero quello che ho battezzato il “bianco e nero scurreggiato”

Tutte le mie foto sono state ottenute a partire dal jpg della macchina (che è già buono di suo), gli ho dato una mera bottarella alle curve.
E’ una macchinetta che oggi si trova a prezzi irrisori, ovviamente da usare solo BN alzando le iso senza pudore della grana. Avrete notato che la grana che tira fuori è strepitosamente piacevole per chi ama la foto a pellicola di un certo tipo. Insomma le immagini sono SCHIETTE e prive di molte inibizioni che invece ha la fotografia digitale bacchettona “al pixel”. La lente è un 28mm molto luminoso (f2.4) con una distorsione soprendentemente bassa (rilevabile solo col righello) ma che imho da un senso di accoglienza all’immagine finale.
La velocità operativa è effettivamente modesta e del tutto dovuta a tre fattori:
1) elettronica lenta già dal jpg, in raw tarda tanto che sento i peli dello scroto crescere tra le mutande;
2) lente estraibile (dai che si scatta… ZZZRRZRZRZZZRRZRZZR (rumore dell’ottica che esce, si perdono circa 2 secondi per avere la macchina pronta!));
3) AF bradipesco se usato male, tuttavia dispone di una modalità SNAP che azzera i tempi di messa a fuoco per gli scatti street.
Il tutto è comunque mitigato da una ergonomia di prim’ordine, con tanto di doppia ghiera per tempi e diaframmi e menu molto intuitivi con tanto di ghiera rapida per i settaggi principali (area af, area esposizione bla bla bla). Il tasto di scatto non è ai livelli di una Leica o di una FM2 chiaramente, quanto meno non è altrettanto affidabile. Con grd non ti senti un cecchino figliodiputtana e essere super reattivi non è sempre facile.
RICOH GRD è una macchina per me “future proof”, infatti è appena uscita la GRD4 come arcinipote della mia e non sento l’esigenza di un upgrade. Nelle varie re-incarnazioni, alla ricoh hanno migliorato la tenuta agli alti iso mantenendo una resa che è ormai marchio di fabbrica di questa famiglia di macchinette.
Sono molto grato alla mia GRD, mi ha insegnato il piacere di avere una macchina fotografica in grado di accompagnarti sempre e compiacerti con una qualità per certi versi senza eguali. E’ facile per i niubbi totali cedere alla tentazione della reflex al primo acquisto, io invece consiglio un giretto prima con una di queste macchinette carismatiche, macchine con sentimento e una espressività inimitabile.
Insomma, se avete tempo per curiosare andate su flickr a vedere il gruppo Best of GRD, ho avuto l’onore di avere qualche scatto pubblicato.
Alla prossima!